Cambiare abitudini alimentari: perché solo la teoria non basta!
“Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare”. Questo proverbio descrive perfettamente la sfida di chi vuole mangiare meglio: spesso sappiamo cosa dovremmo fare, ma metterlo in pratica è tutta un’altra storia.
La mappa non è il viaggio
Immagina la conoscenza nutrizionale come una mappa del tesoro. Non importa quanto la mappa sia accurata se non hai gli strumenti per usarla e un motivo importante ed entusiasmante per metterti in cammino. La mappa è necessaria, ma il viaggio richiede molto altro.
Anche io, sin dai tempi dell’università, ero convinta che solo la conoscenza scientifica mi sarebbe stata utile per aiutare le persone a stare meglio. Tuttavia, ho toccato con mano che purtroppo non sempre è così: non serve solo conoscere la scienza dell’alimentazione.
La scienza dietro il cambiamento
- la conoscenza nutrizionale è significativamente associata a un’alimentazione sana;
- gli individui informati hanno 25 volte più probabilità di consumare quantità adeguate di frutta e verdura quotidianamente;
- tuttavia, la conoscenza è solo un mediatore parziale tra chi siamo (fattori socio-demografici) e ciò che mangiamo.
In sintesi: la conoscenza è una condizione necessaria ma non sufficiente.
“Cosa sapere” vs “Come fare”
- conoscenza dichiarativa: è la conoscenza di “ciò che è”. Sapere, ad esempio, che i limoni sono una buona fonte di Vitamina C;
- conoscenza procedurale: riguarda il saper fare le cose. Ad esempio, saper scegliere una zuppa a basso contenuto di sale. È proprio il “come fare” la parte più difficile e cruciale.
Il filtro delle credenze e della mente
La conoscenza non è solo una collezione di “fatti veri”, ma un vero e proprio sistema di credenze. Gli eventi del mondo vengono interpretati e colorati da ciò che già crediamo.
La Dissonanza Cognitiva: i messaggi nutrizionali vengono spesso accettati o respinti a seconda che siano in linea con le nostre credenze preesistenti. Molte persone ottengono coerenza cognitiva manipolando, spesso inconsciamente, i “fatti”.
Inoltre, esiste una differenza tra ciò che noi nutrizionisti studiamo e ciò che le persone cercano.
- Nutrizionisti: focalizzati su nutrienti, funzioni biochimiche e processi patologici.
- Consumatori: percepiscono la nutrizione in modo più esteso, includendo la perdita di peso, la prevenzione, gli effetti sulla pelle o la sicurezza degli additivi e tanto altro.
Ed è giusto così, perché ogni persona ha interessi e obiettivi personali.
I fattori che influenzano il tuo viaggio
La conoscenza nutrizionale è solo uno dei molti fattori che influenzano i comportamenti alimentari, ma a questo punto non possiamo più mettere in secondo piano:
- gli atteggiamenti e le credenze: ad esempio, le percezioni relative al proprio ideale di bellezza o di salute;
- le abilità: il saper fare la spesa e il saper cucinare per esempio;
- la fiducia: nella propria capacità di eseguire un comportamento;
- l’ambiente: le situazioni sociali e fisiche, interne ed esterne, in cui i cibi vengono acquistati e utilizzati sono estremamente importanti. Gli stimoli fisici per esempio possono essere altamente attraenti come l’odore del pane appena sfornato!
- i motivatori: includono le influenze sociali (fare ciò che fa il gruppo di pari), i bisogni biologici (es. fame), i bisogni psicogeni (es. bisogno di riconoscimento dell’ego), gli obiettivi legati alla salute come la prevenzione del cancro o il desiderio di perdere peso e i valori personali/culturali etc.
In sintesi, la conoscenza nutrizionale è fondamentale per sapere dove andare, ma riuscire a cambiare abitudini alimentari con successo e renderle più sane dipende dall’avere fiducia, dalle competenze per agire, dalla volontà di mettersi in gioco e dalla capacità di superare gli ostacoli ambientali e cognitivi.
Vuoi essere aiutato in questo viaggio di scoperta per definire i tuoi obiettivi nutrizionali personali e acquisire quel “saper fare” che ti consentirà di raggiungerli?
